CENNI BIOGRAFICI

Luigi Pirandello nasce a Girgenti (l'attuale Agrigento) nel 1867.

Il padre, ex garibaldino di sentimenti antiborbonici, indirizza il giovane Pirandello agli studi tecnici, che avrebbero dovuto consentire al figlio di collaborare alla gestione delle attività di famiglia nel settore minerario. Ma Luigi sceglie di  abbracciare gli studi classici e ottiene di stabilirsi a Palermo per frequentarvi il liceo.
Conseguita la maturità, si iscrive alla Facoltà di Lettere, in un primo tempo a Palermo, poi a Roma. Entrato qui in conflitto con il consiglio accademico per aver rilevato pubblicamente llo strafalcione di un cattedratico, con l'appoggio di un docente amico, decide di trasferirsi a Bonn, dove si laurea in Filologia Romanza, con una tesi sulla parlata dialettale di Girgenti (1891).
Il desiderio di sottrarsi alla malinconia del piovoso clima tedesco e ad una vicenda sentimentale in cui si era trovato coinvolto, lo riporta in Italia. Nel 1893 sposa  Maria Antonietta Portulano. Da questo matrimonio nasceranno tre figli. Nel 1897 diventa professore di lettere  all'Istituto Superiore di Magistero di Roma.
In seguito al drammatico allagamento della solfatara di famiglia, causato da una frana, nel 1903 Pirandello deve affrontare un pesante dissesto finanziario, che si ripercuoterà anche sulla salute psichica della moglie, che ne risulterà fatalmente e irreparabilmente compromessa.
Consolidato l'impegno nella professione letteraria, nel 1908, in occasione della partecipazione ad un concorso universitario, pubblica i due saggi Arte e scienza e L'umorismo, lavori nei quali, delineando la propria visione del mondo, egli traccia i contorni di quella poetica, i cui sviluppi artistici lo vedranno insignito (nel 1934) del premio Nobel per la letteratura.
Dagli anni della prima guerra mondiale ha inizio per Pirandello la lunga stagione che lo porta a dedicarsi completamente alla carriera teatrale, che lo porterà in tournée insieme alla compagnia in giro per il mondo.  
Dopo la controversa adesione del 1924 al P.N.F., avvenuta a ridosso dell'omicidio di Matteotti, nel 1925 fonda, con Massimo Bontempelli, Alberto Savinio e Giuseppe Prezzolini, il Teatro d’Arte di Roma, cui va il merito di aver introdotto nuovi drammaturghi sulla scena italiana. 
In quello stesso anno, Pirandello scrittura come prima attrice per il suo Teatro d'Arte la giovane Marta Abba, che lo affiancherà fino alla fine, diventandone la musa ispiratrice. Un carteggio di 500 lettere, la cui pubblicazione integrale è apparsa soltanto nel 1994, testimonia del loro profondo sodalizio, forse anche sentimentale.
Nominato Accademico d'Italia nel 1929, cinque anni più tardi organizza un convegno internazionale cui presenzia il gotha teatrale, da Copeau a Reinhardt e a Tairov. Due anni dopo, nel 1936, Pirandello muore, colpito da polmonite durante le riprese de "Il fu Mattia Pascal".

 

  DRAMMATURGIA

Tre sono le fasi in cui possiamo suddividere la sua opera letteraria e drammaturgica: la fase della "poetica dell'umorismo", la fase della  "poetica metateatrale" e la fase della "poetica dei miti". Nella prima, Pirandello rappresenta la "teatralizzazione della vita"; nella seconda, denuncia la finzione su cui si fondano i meccanismi conformistici che presiedono alle relazioni umane; nella terza, propone, attraverso una serie di riflessioni metafisiche sulla società, sulla religione e sull'arte, la propria definitiva Weltanschauung.




Luigi Pirandello

 

 

Pirandello e Marta Abba (1933) 


Marta Abba