Gli anni giovanili di Eugenio Barba, nato a Gallipoli nel 1936, furono segnati dalle difficoltà seguite alla morte in guerra del padre, ufficiale dell'esercito. Abbandonata l'accademia militare,  intrapresa per seguire le orme paterne, Barba decide di emigrare in Norvegia. Stabilitosi a Oslo, dove s'impratichisce dei mestieri di saldatore e di marinaio, il suo  interesse per la cultura lo spinge a conseguire la laurea in Letteratura e in Storia delle Religioni. Nel 1956 viaggia in Asia e in Africa. Nel 1957 è di nuovo a Oslo, dove frequenta gli ambienti universitari e ottiene infine una borsa di studio per studiare regia a Varsavia. Trasferitosi in Polonia, nel 1961 incontra Grotowski e ne diviene collaboratore ed amico.

Nel 1963, in un viaggio in oriente, Barba resta affascinato dal Kathakali, un'antica forma di teatro indiano, nata nella provincia del Kerala. Nello spettacolo, che in una variopinta rappresentazione unisce danza, musica, letteratura, pittura ed arte drammatica, gli interpreti utilizzano particolari  tecniche di concentrazione e si avvalgono di abilità derivanti dalla padronanza di antiche arti marziali del luogo.

Questa esperienza influenza profondamente la personalità di Barba, il cui tratto costante, che impronta l'intera sua poetica, è il "sentimento del diverso, di uno straniero che scruta un altro straniero". Nel 1964, dopo essersi scontrato, appunto per la diversa nazionalità, con le difficoltà d'inserimento nel mondo professionale norvegese come regista, dà vita all'Odin Teatret, raccogliendo attorno a sé alcuni giovani respinti all'esame d'ingresso della Scuola Teatrale di Stato.

Avviata, fra inenarrabili difficoltà pratiche, l'attività teatrale con l'allestimento dell'Ornitofilene, di Jens Bjørneboe, l'Odin Teatret porta lo spettacolo in tournée anche in Svezia, Finlandia e Danimarca. Qui, la cittadina di Holstebro offre al Teatro di Barba l'opportunità di avere una sede stabile.

L'Odin Teatret, che, sotto la direzione di Eugenio Barba, ha portato in scena 76 allestimenti rappresentati in 63 paesi, attraverso le fasi successive del suo modo di proporsi, non cessa mai di rinnovarsi. Prima teatro di laboratorio, poi teatro come scambio culturale con la comunità ospitante, teatro del "baratto", sempre alla ricerca delle ragioni del dialogo con la realtà umana circostante. Su questa scia, nel 1979 Barba concepisce l'ISTA - International School of Theatre Anthropology.

Finalità precipua dell'istituzione culturale è l'indagine antropo-teatrale sui principi che informano la "presenza" scenica dell'attore. La sua attività di ricerca, condotta attraverso una metodologia empirica, si prefigge di mettere in luce le dinamiche tecniche che presiedono all'agire teatrale, nel contesto di una dimensione transculturale. L'ISTA si autodefinisce "villaggio teatrale in cui attori e danzatori di culture differenti incontrano studiosi per indagare, confrontare i fondamenti tecnici della loro presenza scenica".